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Il viaggio continuò per altri quattro giorni sotto un cielo sereno e un vento costante. L'Aelira solcava le onde con buona velocità, ma le provviste diminuivano rapidamente. Il pesce affumicato e la frutta raccolta sull'isola precedente erano quasi finiti. La ciurma cominciava a razionare l'acqua con attenzione.
Reven sentiva il richiamo del frammento ogni notte, più insistente ma non più doloroso. Era diventato una presenza costante, come un secondo battito nel petto. Aveva imparato a conviverci, ascoltandolo senza lasciarsi sopraffare.
La quarta notte, mentre la luna era alta e piena, Reven non riusciva a dormire. Uscì sul ponte e si appoggiò al parapetto, guardando il mare che brillava debolmente sotto la luce argentata. Il plancton luminoso danzava tra le onde, ricordandole la prima notte sull'Isola di Calden.
Sentì dei passi leggeri alle sue spalle.
Finn le si fermò accanto, lasciando tra loro quel piccolo spazio che ormai conoscevano bene. Non troppo vicino. Non troppo lontano.
«Non dormi nemmeno tu?» chiese piano.
Reven scosse la testa. «Il frammento mi tiene sveglia. E anche i pensieri.»
Finn annuì, appoggiando gli avambracci sul parapetto. Per un po' rimasero in silenzio, ascoltando solo il rumore delle onde contro lo scafo.
Poi lui parlò, la voce bassa e calda.
«Sai... quando eravamo bloccati su Calden, pensavo che il momento più bello fosse stato quando abbiamo parlato al villaggio sotto quella pergola, mentre guardavamo il tramonto. Ma mi sbagliavo.»
Reven si voltò leggermente verso di lui. «E qual è stato il momento più bello?»
Finn la guardò negli occhi. La luce della luna gli illuminava il viso, rendendo il suo sorriso ancora più sincero.
«Ogni volta che ti vedo prendere una decisione difficile e andare avanti lo stesso. Ogni volta che scegli di proteggere invece di fuggire. È quello il momento più bello.»
Reven sentì il cuore stringersi. Il calore della Stella si mescolò a qualcosa di più dolce, più personale. Allungò una mano e sfiorò le dita di Finn sul parapetto. Lui non si ritrasse. Anzi, intrecciò piano le dita con le sue.
«Ho paura, Finn» ammise lei sottovoce. «Paura di non essere abbastanza forte per quello che la Stella mi sta chiedendo. Paura di deludere mia madre... e Aelira.»
Finn strinse la sua mano con delicatezza.
«Tu non sei sola, Reven. Non lo sei mai stata. Hai tuo padre. Hai la ciurma. Hai me.» Fece una breve pausa, poi aggiunse con un sorriso timido: «E io non ho intenzione di andare da nessuna parte.»
Reven sentì un nodo in gola. Si avvicinò di un passo, fino a sentire il calore del suo corpo contro il proprio. Appoggiò la fronte sulla sua spalla per un istante, respirando il suo odore familiare di sale e legno.
«Grazie» mormorò. «Per essere qui. Per essere sempre qui.»
Finn le posò un bacio leggero sui capelli. «Sempre.»
Rimasero così per lunghi minuti, mano nella mano, mentre il mare cullava la nave e le stelle vegliavano su di loro. Per quella notte, il richiamo del frammento sembrò più lontano, sopraffatto da un calore più umano e vicino.